
Un kayak gonfiabile galleggia alto sull’acqua, con ampi tubolari laterali e un fondo morbido. Questa geometria modifica radicalmente il modo di salire a bordo rispetto a uno scafo rigido: il punto di appoggio si deforma sotto il peso, il centro di gravità si alza e la stabilità dipende tanto dal gonfiaggio quanto dalla posizione del canoista.
Pressione di gonfiaggio e seduta: cosa cambia prima ancora di mettere piede a bordo
La facilità di imbarco si gioca prima di toccare l’acqua. Un tubolare poco gonfiato si piega sotto l’appoggio della mano e fa inclinare il kayak verso il lato dove si sale. Al contrario, un gonfiaggio fermo irrigidisce la struttura e amplia la superficie di galleggiamento, riducendo il beccheggio laterale nel momento critico.
Controlla la tensione del fondo premendo con il pollice: la superficie deve affondare appena. Se il fondo si incava nettamente, aggiungi aria. Sui modelli con fondo ad alta pressione separato, gonfia il fondo per ultimo affinché rimanga ben teso tra i tubolari.
Il sedile gonfiabile fornito con la maggior parte dei kayak gonfiabili solleva il bacino. Prima di entrare in acqua, regola la sua posizione al centro del cockpit e fissalo ai punti di attacco. Un sedile che scivola durante l’imbarco sposta il tuo peso all’improvviso e provoca esattamente il disequilibrio che cerchi di evitare. Per salire facilmente in un kayak gonfiabile, queste regolazioni a terra valgono tanto quanto la tecnica stessa.

Salire in un kayak gonfiabile da una riva, un pontile o dall’acqua
Il metodo varia a seconda del supporto su cui ti appoggi. Tre situazioni coprono quasi tutti i casi.
Da una riva o una spiaggia
Posiziona il kayak perpendicolare alla riva, con la poppa in acqua e la prua a terra. Scavalca il cockpit posando entrambe le mani sui tubolari, poi siediti di colpo mantenendo il busto basso. Spingi poi con le mani sul fondo per scivolare verso l’acqua. Rimanere basso e centrato impedisce il ribaltamento laterale.
Da un pontile
Poni la pagaia in orizzontale, una pala piatta sul pontile e il manico appoggiato sul tubolare opposto. Questo “bilanciere” crea un punto di stabilizzazione temporanea. Scendi posando prima il sedere sul sedile (non un piede), poi riporta le gambe. Il peso deve cadere al centro del kayak, mai su un bordo.
Dall’acqua, dopo un capovolgimento
Questo è il caso più delicato, e quello che nessuno pratica prima di averne bisogno. Su un kayak gonfiabile, afferrare il tubolare dall’alto ribalta l’imbarcazione. La tecnica che funziona: avvicinati di lato, posiziona entrambe le mani piatte sul fondo del cockpit (non sul tubolare), poi tira il tuo ventre sopra il bordo rimanendo orizzontale. Una volta che il torace è all’interno, ruota per sederti.
Risalire da soli in un kayak gonfiabile senza forza né appoggio a terra
Il capovolgimento in acque profonde, con corrente o acqua fredda, presenta un problema specifico: la fatica e il freddo riducono la forza di trazione delle braccia in pochi minuti. Il metodo “classico” di risalita di lato presuppone una spinta delle gambe che non esiste quando non si ha appoggio.
Due adattamenti permettono di compensare.
- Avvicinati dalla parte posteriore del kayak, dove l’altezza del tubolare è minima. Afferra la maniglia di poppa o la cinghia, poi sollevati a pancia in giù sul ponte posteriore prima di strisciare verso il sedile. Il kayak si inclina in avanti, ma un gonfiabile assorbe questo carico senza affondare grazie al suo volume d’aria distribuito.
- Utilizza una cinghia di stirrup fissata in precedenza a uno degli anelli laterali. Posizionando un piede, trasformi la trazione delle braccia in spinta delle gambe, il che divide lo sforzo. Questa cinghia si realizza con un semplice pezzo di cinghia tubolare annodato a loop.
- Se il kayak si è capovolto, non raddrizzarlo dall’acqua (troppa presa al vento). Passa sotto lo scafo, afferra il tubolare opposto e lasciati cadere all’indietro per ribaltarlo. Un gonfiabile capovolto galleggia molto alto, devi usare il tuo peso come contrappeso, non le braccia.
In tutti i casi, recupera la pagaia prima di tentare la risalita. Senza pagaia, deriverai dopo l’imbarco, il che trasforma un incidente in una situazione prolungata.

Acqua fredda, corrente e vento: quando non risalire subito
In acqua fredda, l’immersione riduce la capacità muscolare molto più velocemente di quanto si percepisca. Se dopo due tentativi di risalita non ci riesci, la priorità cambia: rimanere aggrappato al kayak e derivare verso un punto di attracco piuttosto che esaurirsi in acqua.
Un giubbotto di galleggiamento correttamente regolato (cinture strette sotto le braccia, non semplicemente indossato) mantiene le vie respiratorie fuori dall’acqua anche senza sforzo. In corrente, orienta il kayak parallelamente al flusso per ridurre la presa e mantieniti dalla parte a monte per evitare di rimanere bloccato tra lo scafo e un ostacolo.
Il vento laterale spinge un kayak gonfiabile più velocemente di uno rigido a causa della sua superficie esposta. Se sei separato dall’imbarcazione, nuota verso di essa immediatamente, poiché il divario si allarga in pochi secondi.
Preparare la risalita prima di partire: i gesti che cambiano tutto
La risalita si prepara a terra, non in acqua. Tre abitudini riducono il rischio di ritrovarsi impreparati dopo un capovolgimento.
- Pratica il reimbarco in acque calme, all’inizio di ogni stagione, con l’attrezzatura completa (giubbotto, scarpe da acqua, abbigliamento da navigazione). La manovra varia a seconda dell’abbigliamento indossato.
- Attacca la pagaia al kayak con un leash elastico abbastanza lungo per pagaiate normali. Una pagaia persa dopo un capovolgimento complica tutto il resto.
- Indossa scarpe chiuse con suola antiscivolo. Un piede nudo scivola sul tubolare bagnato, e i sassi sul fondo rendono l’appoggio doloroso se provi a risalire da un fondale alto.
Un tentativo di risalita in condizioni reali vale più di qualsiasi lettura sull’argomento. Il fattore limitante non è quasi mai la tecnica, ma la sorpresa e la mancanza di ripetizione. Prova la manovra quando l’acqua è calma e temperata, con qualcuno nelle vicinanze, per sapere esattamente cosa permette il tuo corpo e il tuo kayak.